VAL 28 MADONNA DI LOURDES – VIA S. CARLO 27a, CASATENOVO – località RIMOLDO

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L’edificio denominato Curt di Maloeur con il portico di accesso al vano scala entro cui si trova la nicchia della Madonna

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L’immagine della Madonna di Lourdes con un ex-voto
ID SCHEDA VAL 28
LOCALITA’ RIMOLDO di CASATENOVO
UBICAZIONE VIA S. CARLO 27A (Curt di Maloeur)
COLLOCAZIONE SOTTO IL PORTICO DI INGRESSO AL VANO SCALA DI SINISTRA DEL FABBRICATO
TIPOLOGIA STATUA IN NICCHIA APERTA
ICONOGRAFIA MADONNA DI LOURDES
TECNICA STATUA IN GESSO
DATAZIONE POSATA TRA IL 1940 ED IL 1950
DIMENSIONI ALTEZZA STATUA 55 (NICCHIA 60×25). ALTEZZA DA TERRA 260.
AUTORE  
PROPRIETA’ PRIVATA (RESIDENTI DELLA CORTE)
ACCESSIBILITA’ SI, CON AUTORIZZAZIONE. ACCESSO DA CORTILE PRIVATO
STATO CONSERVAZIONE

BUONO

RIFERIMENTI FOTO
DESCRIZIONE Ubicazione

Sotto il portico di ingresso al vano scala al civico 27A di Via S. Carlo, alla cosiddetta “Curt di Maloeur”. E’ alla sinistra di Via S. Carlo poco prima della Chiesetta omonima.

Iconografia

Raffigurazione della Madonna di Lourdes. Veste bianca e grande mantello bianco bordato d’oro, una larga e lunga cintura azzurra. Le mani giunte e dal suo braccio pende una corona del rosario con una croce dorata. Sui suoi piedi due rose e sui sassi sono dipinti qualche alcuni rami con foglie verdi.

Rose sui piedi della Madonna: Prima le rose erano prive di spine. Comparvero solo dopo che Adamo ed Eva compissero il peccato originale. La Vergine è vista come “colei che mai fu toccata dal peccato originale” e la sua immagine è simbolicamente legata ad una rosa senza spine, come la descrisse Bernadette Soubirous quando descrisse la “bellissima signora” che le apparve.

La nicchia, tondeggiante è molto semplice e tinteggiata di azzurro. In precedenza era bianca.

La devozione dei residenti per questa Madonna è molto forte. E’ sempre stata un punto di riferimento per il rosario serale della corte ed è anche considerata miracolosa.

Ex-voto

Sopra la nicchia infatti, in bella mostra, un quadretto con un “ex-voto” che ricorda l’aiuto dato ad una bambina che cadde dal loggiato (lubiùn) del terzo piano che si salvò nonostante la considerevole altezza. La signora ora più che settantenne residente in Via S. Carlo, da noi intervistata, ricorda ancora l’episodio: “Mi sporsi dal parapetto del terzo piano rincorrendo una bambola in mano ad una mia coetanea scesa al piano di sotto e, nonostante la rovinosa caduta riportai solo delle ferite che guarirono nelle settimane successive. Fu poi padre Domenico, Missionario della Consolata nativo della corte, a dire: Hai ricevuto una grazia. E’ stato un miracolo”. Da lì il quadretto appeso sopra l’icona.