Madonna con Bambino alla corte Giulini

Riprendiamo il filo del discorso, interrotto solo formalmente da un po’, anche se  in questo lasso di tempo, le visite al sito sono continuate con costanza, dimostrando un vivo sentimento e non solo religioso, che anima tutti coloro che seguono queste pagine. L’occasione, anche se l’operazione di recupero, che andiamo a raccontare, risale ormai a tre anni fa, la riscoperta dell’immagine di una Madonna con Bambino, alla Corte Giulini in quel di Velate.

In un aggiornamento proposto, pochi mesi dopo la fine del censimento, avevamo parlato e proposto, l’immagine che segue, di una Madonna con Bambino, che faceva bella mostra di se sulla parete che chiude il porticato sul lato est della costruzione della Corte Giulini.

GIULINI PORTICATO
Le pannocchie appesa al soffitto del portico della Corte Giulini. In fondo si coglie l’icona oggi scomparsa

Un gesto inconsulto aveva deturpato l’immagine, ormai molti anni fa. La stessa era stata poi coperta, da una mano d’intonaco. La foto, che documentava il reperto, ci era stata passata dall’amico, scomparso da qualche anno, Ermanno Riboldi, con cui avevamo compiuto la parte del censimento relativa a Velate e Usmate. La foto mostrava una distesa di pannocchie appese al soffitto del portico e in lontananza nell’inquadratura si scorgeva, tra l’altro tagliata da  una lama di luce che in diagonale spezzava la figura, l’icona delle Madonna a cui accennavamo. Avevamo poi cercato, con qualche espediente, facendo uso di un po’ di elettronica, di riportare, a fatica, in vita la figura scomparsa.

GIULINI PARTICOLARE
Il tentativo di riportare in vita il dipinto scomparso

La stessa volontà di recupero aveva da tempo animato chi ora vive nei locali a ridosso dell’immagine, scomparsa. Infine grazie ad un restauratore, è stato possibile svelare ampi tratti delle parti dell’affresco. Proponiamo le immagini riprese subito dopo l’intervento di recupero.

Quanto è apparso dopo il lavoro di restauro

Possiamo pensare, attraverso quanto emerge da questi scatti, una serie di interventi, succedutesi nel tempo, svelando parti che denotano tratti più ispirati ad altri meno sicuri. Il lavoro aveva comunque permesso di  restituire qualcosa che si riteneva perduto per sempre.

La parte alta del dipinto

L’iconografia rimanda alla Madonna con Bambino, nei colori, pre-dogma Immacolata, vale a dire veste rossa. Dalla sinopia appare la figura del serpente schiacciato dai piedi della Madonna.  Due copie di cherubini all’altezza dei gomiti, sui due lati della Madonna, altre due teste alate all’altezza dei piedi a destra e a sinistra. Il Bambino con la testa coronata, regge la sfera del mondo ed è posto alla sinistra del dipinto, tenuto in braccio dalla Madre. L’altro braccio della Madonna disteso verso il basso, trattiene tra le mani un rosario. Ancora sulla parte sinistra del dipinto un arbusto, (forse una quercia a simboleggiare l’albero della vita nel suo significato della salvezza eterna) con il tronco, che dalla base si alza sino a raggiungere l’altezza del Bambino, mostrando una metà della chioma.

La sinopia mostra la testa del serpente
l’albero della vita
I cherubini ai due lati e il rosario che scende verso il basso

Qualche dubbio su quanto fatto in seguito, il tentativo di ridipingere, le parti mancanti e ritoccare l’intera opera. Nel non condividere, il tipo d’intervento, mancando tra l’altro  la documentazione a cui fare riferimento, per ricostruire l’aspetto originale dell’opera, possiamo solo  plaudire, alla decisione sollecitata da Gino Casiraghi, d’interrompere qualsiasi altra manomissione all’opera che era riemersa.

L’affresco come appare oggi dopo i ritocchi

Purtroppo parte del danno era stata ormai fatta. Abbiamo comunque aggiunto alle schede pertinenti il censimento, questa nuova emergenza.