NATIVITA’: VIA MOLINO SESTO GIOVINE 11- LA CA BIANCA -ARCORE-

ARC 36 F1
L’affresco che raffigura la Natività

ARC 36 F4
Sotto il portico la porta d’accesso all’ingresso dove è posto l’affresco
ID SCHEDA ARC 36
LOCALITA’ ARCORE
UBICAZIONE VIA MOLINO SESTO GIOVINE 11 – FRAZIONE LA CA’ BIANCA – ARCORE
COLLOCAZIONE ALL’INTERNO DELLA PROPRIETA’, IN UNO DEGLI INGRESSI SOTTO UN PORTICATO
TIPOLOGIA PITTURA MURALE, STACCATA ED INCORNICIATA
ICONOGRAFIA NATIVITA’
TECNICA AFFRESCO
DATAZIONE IGNOTA
DIMENSIONI ALTEZZA 190, BASE 150 – ALTEZZA DA TERRA 45CM.
AUTORE IGNOTO
PROPRIETA’ PRIVATA
ACCESSIBILITA’ CON AUTORIZZAZIONE
STATO CONSERVAZIONE

BUONO

RIFERIMENTI FOTO GALLERIA IMMAGINI 
DESCRIZIONE UBICAZIONE: dalla rotonda con di fronte la Villa Borromeo, imboccare sulla sinistra la via Monte Bianco tenendo sulla destra la villa stessa. Percorrere tutta la via Monte Bianco fino all’incrocio semaforizzato con la via Monte Rosa. Attraversare l’incrocio e, proseguendo diritto, entrare in via XXIV Maggio nella frazione La Ca’. Dopo quattrocento metri circa la via XXIV Maggio incrocia la via Monte Cervino. Girare a sinistra e seguire la via Monte Cervino che per la sua prima parte, quattrocento metri circa, ha ai suoi lati le abitazioni della frazione La Ca’. Percorre sempre la via Monte Cervino che ora, per un tratto di seicento metri circa, ha campi aperti sia a destra che a sinistra. Al termine di questo tratto, imboccate, sulla vostra destra, la via Molino Sesto Giovine, e sulla vostra sinistra, dopo cento metri circa, troverete, al N° 11, l’ingresso del complesso abitativo, denominato La Ca’ Bianca, dove si trova l’opera. E’ complicato accedere all’opera perché occorre avere l’autorizzazione dell’amministratore del condominio ed anche la presenza di un consigliere che vi accompagni durante la visita.

ICONOGRAFIA: quest’opera si trovava sulla parete di un porticato di una ex cascina, poi ristrutturata in modo elegante e prestigioso. L’affresco è stato recuperato usando la tecnica della stacco, ed ha quindi subito un intervento di restauro conservativo. Quando il complesso abitativo è stato completamente restaurato, è stato incorniciato e posto in uno degli ingressi che si trovano sotto un portico. Grazie ad una gentile signora, che abita in questa bella casa, ed al portinaio che ci accompagna, possiamo quindi ammirarlo e descriverlo. L’affresco manca completamente nella sua estrema parte sinistra, e ci mostra una Natività. La Madonna, con aureola, abito rosso e mantello blu, ha le mani giunte verso il basso, verso Gesù Bambino. A destra due angeli con grandi ali ed abiti colorati. Ci sono anche tre figure femminili, più piccole, che indicano il Bambino e si guardano stupite. Proprio al centro di tutto l’affresco, tra la Vergine e gli angeli, si trovano: un asino (tutto tinto di grigio scuro, mite ed immobile, con orecchie dritte ed un grande occhio) ed il bue (colorato di un giallo piuttosto intenso con i contorni poco riconoscibili). Il Bambino Gesù è nell’estrema parte inferiore dell’opera, nudo, adagiato su di un panno marrone, e la sua figura è sfumata e non ben definita. Fa da sfondo a questa bella Natività l’interno di una stalla, con travi di legno sul soffitto e muri color mattone. Nelle Natività la Madonna è molto spesso dipinta con manto azzurro, che simboleggia il cielo, e San Giuseppe veste un pastrano dalla foggia ed i colori dimessi, a simboleggiare l’umiltà. Si può pensare che in questa opera San Giuseppe fosse dipinto nella parte sinistra dell’affresco, che purtroppo non ci mostra più nulla del lavoro originale. Il Vangelo di Luca ci da’ informazioni sul luogo dove Gesù è nato. L’uomo ha poi prodotto nelle Natività e nei Presepi l’ambiente descritto dall’Evangelista. Infatti San Luca scrive: “Diede alla luce il suo Figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo” (Luca 2-7). Del bue e dell’asinello, che non sono menzionati nei Vangeli ma sono presenti nelle Natività e nei Presepi, si trova riferimento in una antica profezia di Isaia che scrive: “Il bue ha riconosciuto il suo proprietario e l’asino la greppia del suo padrone”. Sebbene Isaia non si riferisse alla nascita di Cristo, l’immagine dei due animali venne utilizzata comunque come simbolo degli Ebrei (rappresentati dal bue, animale ritenuto puro) e dei pagani (rappresentati dall’asino, animale ritenuto impuro).