MADONNA INCORONATA CON BAMBINO E SANTI: CORTE DEL CAMPARO – BERNATE -ARCORE-

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La Madonna tra i Santi

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Il portico che contiene il dipinto murale
ID SCHEDA ARC 07
LOCALITA’ ARCORE
UBICAZIONE CORTE DEL CAMPARO – VIA VARISCO, 13 – BERNATE DI ARCORE
COLLOCAZIONE ALL’INTERNO DELLA CORTE SOTTO IL PORTICO DI FRONTE ALL’INGRESSO
TIPOLOGIA PITTURA MURALE
ICONOGRAFIA MADONNA INCORONATA CAN BAMBINO E SANTI
TECNICA AFFRESCO
DATAZIONE SULL’AFFRESCO IN BASSO A SINISTRA SONO POSTE DUE DATE: 1934 – 1995
DIMENSIONI ALTEZZA 150, BASE 120.  ALTEZZA DA TERRA 150
AUTORE SI LEGGE SULL’OPERA (IN BASSO A SINISTRA) LA FIRMA “LEDA STEFI”.  SE LEDA STEFI (PROBABILMENTE DIMINUTIVO DI STEFANIA) FOSSE L’AUTRICE O LA RESTAURATRICE, NON ABBIAMO DI LEI NOTIZIE.
PROPRIETA’ CORTE PRIVATA
ACCESSIBILITA’ SI
STATO CONSERVAZIONE

BUONO

RIFERIMENTI FOTO GALLERIA IMMAGINI 
DESCRIZIONE UBICAZIONE: all’incrocio semaforizzato tre la via Gilera e le vie Fumagalli ed Achille Grandi, imboccare a sinistra la via Fumagalli fino all’incrocio con via Varisco. Imboccare a destra la via Varisco e sulla sinistra, al N° 13, si trova l’ingresso della corte, superato il quale, sotto il portico che si vede di fronte, si trova l’opera

ICONOGRAFIA: questo coloratissimo affresco è dipinto dentro una nicchia poco profonda. L’immagine della Vergine si colloca in uno spazio ideale, tra cielo e terra. La Madonna, infatti, è seduta sopra una nuvola, porta un abito rosso ed un mantello azzurro intenso, che le copre anche il capo sul quale ha una grande corona dorata. Il braccio sinistro è aperto, teso e nella mano tiene una lunga corona del rosario. Gesù Bambino, sul braccio sinistro di Maria, ha una veste bianca. Anch’Egli è incoronato e tiene il rosario nella mano destra. Di fianco a questa grande immagine, in basso, due figure in ginocchio e di profilo. A sinistra è riconoscibile San Rocco, invocato, dal Medio Evo in poi, come protettore dal terribile flagello della peste. E’ rappresentato con il classico grande tabarro, il bastone a cui è appesa la zucca contenente l’acqua e la conchiglia che serviva per attingere l’acqua stessa. In questa immagine non viene evidenziata la piaga della peste sulla coscia che, nell’iconografia classica, è segno distintivo per eccellenza di San Rocco, ma solo il gesto del mostrare la gamba scoperta. Anche il cane vicino a lui, con in bocca un tozzo di pane (che, come dice la tradizione, fu sottratto dalla mensa di Gottardo Pollastrelli e che diventò nutrimento per il Santo durante la malattia della peste che lo colpì) fa parte della sua iconografia classica. A destra è dipinto San Francesco che riceve la corona del rosario. Entrambi i santi hanno un’aureola di luce intorno al viso. Sulla base della nicchia due vasi con piccoli fiori rosa di plastica ed un lumino rosso.