CUORE IMMACOLATO DI MARIA: PIAZZA CONTE DURINI 28 – BERNATE -ARCORE-

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La statua della Madonna

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L’angolo che contiene la piccola grotta
ID SCHEDA ARC 39
LOCALITA’ ARCORE
UBICAZIONE PIAZZA DURINI, 28 – BERNATE DI ARCORE
COLLOCAZIONE NEL PICCOLO CORTILE ALL’INGRESSO
TIPOLOGIA GROTTA IN MURATURA CON STATUA POLICROMA
ICONOGRAFIA CUORE IMMACOLATO DI MARIA
TECNICA TERRACOTTA POLICROMA
DATAZIONE IGNOTA
DIMENSIONI ALTEZZA 70, BASE 50.  ALTEZZA DA TERRA 50
AUTORE IGNOTO
PROPRIETA’ CORTE PRIVATA
ACCESSIBILITA’ SI
STATO CONSERVAZIONE

BUONO

RIFERIMENTI FOTO GALLERIA IMMAGINI 
DESCRIZIONE UBICAZIONE: all’incrocio semaforizzato tra la via Gilera e le vie Fumagalli ed Achille Grandi, imboccare a sinistra la via Fumagalli fino alla sua fine. Ci si trova così in piazza Conte Durini. Al N° 28, superato il portoncino d’ingresso, sulla sinistra del cortiletto si trova l’opera

ICONOGRAFIA: in una piccola grotta in muratura intonacata di bianco, statuetta policroma del Cuore Immacolato di Maria, che poggia su sassi cementati tra loro. La Madonna porta un abito color avorio ed un grande mantello azzurro con bordo oro. Sul capo un velo di color grigio-azzurro che le copre anche le spalle. Intorno al viso ha un’aureola con dodici triangoli, anziché le più consuete dodici stelle. Il triangolo ed il numero dodici hanno una valenza fortemente simbolica. Si possono citare come esempio: la Santissima Trinità rappresentata con l’occhio di Dio racchiuso in un triangolo; mentre, dodici sono i profeti minori, l’albero della vita aveva dodici frutti, e Gerusalemme celeste ha dodici porte. Il dodici, essendo il prodotto del numero tre (numero che simboleggia la Divinità) con il quattro (numero che simboleggia l’umanità), sta ad indicare la perfetta fusione tra Dio e l’uomo. La Vergine  porta, intorno al collo, un rosario-decina con grani ovali rossi ed una piccola croce di legno con l’immagine di Gesù crocefisso di metallo dorato. La mano destra è vicina al collo e la sinistra tiene sul petto il Cuore Immacolato, classicamente rosso con la fiammella gialla. Dalla veste sporgono entrambi i piedi nudi. Di fianco, semplicemente appoggiati, foglie verdi ed un grappolo d’uva finti. Nel cortile per terra, sotto la grotta, si trova un vaso di fiori bianchi e rossi finti. E’ San Luca, nel Vangelo, che scrive del Cuore Immacolato di Maria, come di uno scrigno che racchiude i più sacri ricordi: “Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore” (Luca 2-19). Il promotore della festa liturgica del Cuore Immacolato di Maria fu San Giovanni Eudes (1601 – 1680) che già nel 1648 la celebrava per la prima volta con i religiosi del suo ordine (Eudini). Fu Papa Pio XII nel 1942 (25° anniversario delle apparizioni di Fatima) a concedere la facoltà di celebrare la festa e, nel 1944, fu estesa a tutta la Chiesa, fissando la data del 22 agosto. Con la riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II, fu spostata al sabato della seconda settimana dopo Pentecoste. Quindi va ritenuta una celebrazione mobile. Nel 2000 è stata resa memoria obbligatoria. Il culto del Cuore Immacolato di Maria ha poi ricevuto un grande impulso dopo le apparizioni di Fatima. In una di queste la Madonna disse: “è arrivato il momento in cui Dio chiede che il Santo Padre faccia, in unione con tutti i vescovi del mondo, la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato…”. Il 25 marzo 1984 Papa Giovanni Paolo II, in unione con tutti i vescovi ha consacrato il mondo, ed in particolare la Russia, al Cuore Immacolato di Maria. L’immagine della Madonna di Fatima ci mostra la Vergine con il Cuore Immacolato dipinto sul suo petto.