CRISTO REDENTORE: VIA MOLINO SESTO GIOVINE 11- LA CA BIANCA -ARCORE-

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La statua del Cristo Redentore

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Il basamento con la statua, all’interno del giardino della Ca’ Bianca
ID SCHEDA ARC 41
LOCALITA’ ARCORE
UBICAZIONE VIA MOLINO SESTO GIOVINE 11 – FRAZIONE LA CA’ BIANCA – ARCORE
COLLOCAZIONE NEL GIARDINO DELLA PROPRIETA’
TIPOLOGIA STATUA
ICONOGRAFIA CRISTO REDENTORE
TECNICA SCULTURA
DATAZIONE IGNOTA. SICURAMENTE TRA IL 1894 (ANNO IN CUI IL CARDINAL FERRARI VIENE PROMOSSO ALLA SEDE ARCIVESCOVILE DI MILANO) E IL 1921 (ANNO DELLA SUA MORTE).
DIMENSIONI BASE: LATI 500CM. X 500CM. ALTEZZA 45CM – STATUA: H220CM. L90CM.
AUTORE IGNOTO
PROPRIETA’ PRIVATA
ACCESSIBILITA’ CON AUTORIZZAZIONE
STATO CONSERVAZIONE

BUONO IL GRANITO PERO’ E’ ANNERITO DAL TEMPO E DALLO SMOG.

RIFERIMENTI FOTO GALLERIA IMMAGINI 
DESCRIZIONE UBICAZIONE: dalla rotonda con di fronte la Villa Borromeo, imboccare sulla sinistra la via Monte Bianco tenendo sulla destra la villa stessa. Percorrere tutta la via Monte Bianco fino all’incrocio semaforizzato con la via Monte Rosa. Attraversare l’incrocio e, proseguendo diritto, entrare in via XXIV Maggio nella frazione La Ca’. Dopo quattrocento metri circa la via XXIV Maggio incrocia la via Monte Cervino. Girare a sinistra e seguire la via Monte Cervino che per la sua prima parte, quattrocento metri circa, ha ai suoi lati le abitazioni della frazione La Ca’. Percorrere sempre la via Monte Cervino che ora, per un tratto di seicento metri circa, ha campi aperti sia a destra che a sinistra. Al termine di questo tratto imboccate, sulla vostra destra, la via Molino Sesto Giovine, e sulla vostra sinistra, dopo cento metri circa, troverete, al N° 11, l’ingresso del complesso abitativo, denominato La Ca’ Bianca, dove si trova l’opera. E’ complicato accedere all’opera perché occorre avere l’autorizzazione dell’amministratore del condominio ed anche la presenza di un consigliere che vi accompagni durante la visita. 

ICONOGRAFIA: in uno splendido giardino, tra ippocastani secolari, in un largo spazio ombroso, si trova questa maestosa statua del Cristo Redentore. A terra è stata creata una base quadrata con angoli concavi, formata da grandi piastrelle di granito opaco. Questa piattaforma consta di tre parti: quella inferiore misura mt. 5 x 5, la centrale mt. 3 x 3 e quella superiore mt. 1,5 x 1,5. Su quest’ultima ci sono sassi cementati fra loro che fanno da base all’imponente statua. Il Cristo, tutto di granito, porta una lunga veste e sopra un largo mantello trattenuto sul petto da un bottone rotondo. L’espressione del viso è serena. I capelli ondulati sono lunghi fino alle spalle. La posizione della testa e delle braccia va incontro a chi guarda, in atteggiamento accogliente. Entrambe le mani hanno tutte le dita mancanti, mentre i piedi nudi, che si scorgono appena sotto la veste, sono ancora in ottime condizioni. Sulla parte centrale del basamento, davanti al Cristo, è posta una targa di granito chiaro (cm. 25 x 80) purtroppo mancante nella sua parte superiore. Si riesce però a leggere: “CARLO FERRARI – BENEDICENDO QUESTO SIMULACRO CONCEDEVA 200 GIORNI DI INDULGENZA A CHI IVI GENUFLESSO RECITI TRE <<GLORIA PATRIS CON LA … DOLCE CUOR DEL MIO GESU’ …>>”. La targa è illeggibile nella parte che precede il nome di Carlo Ferrari. Sicuramente, in origine, si trovava scritto “Andrea” che con Carlo forma il nome completo del Cardinal Ferrari, che fu promosso alla sede Arcivescovile di Milano, da Papa Leone XIII, nel 1894. Il suo impegno si distinse nelle visite pastorali a tutte le ottocento parrocchie dell’Arcidiocesi. Egli si mostrò particolarmente attento a cogliere le difficoltà della popolazione più povera in un periodo molto difficile. Si può pensare quindi che possa aver fatto visita anche in questa zona e la statua sia stata costruita a ricordo del suo passaggio.