CAS 55 MADONNA DELLA BASELLA – CASATENOVO, località Cascina Porrinetti

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Sullo sfondo il portico di Cascina Porrinetti dove è collocato il trittico che comprende la nicchia con la statua della Madonna della Basella

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Primo piano della nicchia che racchiude la singolare Madonna della Basella
ID SCHEDA CAS 55
LOCALITA’ CASATENOVO
UBICAZIONE CASCINA PORRINETTI
COLLOCAZIONE SOTTO IL PORTICO DI DESTRA APPENA ENTRATI NELLA CORTE (DI FRONTE AL POZZO)
TIPOLOGIA STATUA IN NICCHIA CHIUSA
ICONOGRAFIA MADONNA CON BAMBINO DENOMINATA MADONNA DELLA BASELLA
TECNICA STATUA IN CARTAPESTA
DATAZIONE SCONOSCIUTA
DIMENSIONI ALTEZZA STATUA 60, NICCHIA 95×60. ALTEZZA DA TERRA 220
AUTORE
PROPRIETA’ PRIVATA (RESIDENTI DELLA CASCINA) 
ACCESSIBILITA’ LIMITATA, IN CORTE INTERNA
STATO CONSERVAZIONE

IN DEGRADO

RIFERIMENTI FOTO
DESCRIZIONE Ubicazione e Iconografia

Cascina Porrinetti è l’ultima cascina di Casatenovo e della provincia di Lecco, confinante con Correzzana e con la provincia di Milano e percorrendo Via S. Francesco si trova al termine della doppia curva alla sua sinistra, poco prima del cartello di Correzzana.

Qui, appena entrati, sotto un portico a destra, c’è una nicchia con la Madonna, posta al centro di una parete in mezzo a due affreschi rappresentanti Giobbe e S. Antonio.

E’ una Madonna particolare, lontana dalle iconografie classiche della Vergine, che una signora,  abitante della cascina, dice essere La Madonna del Santuario della Basella, località nel comune di Urgnano, in provincia di Bergamo. La stessa testimone afferma, per sentito dire, che la statua rappresenta Maria Regina degli Zingari come appare dal suo abbigliamento; la Vergine, infatti, porta due orecchini pendenti, una collana di perle al collo e una corona sul capo, da dove parte un lungo velo scuro che scende lungo le spalle. Indossa un lungo abito tutto bianco, stretto ai fianchi da una cintura, con un corpetto ricamato e una larga gonna a pieghe.

Ha una posizione eretta, un aspetto solenne, da regina; il suo viso non esprime particolari sentimenti, ma solo autorevolezza. Tiene le braccia lungo il corpo: dalla destra le pende un rosario, mentre nella sinistra porta il Bambino con un atteggiamento distaccato, sembra quasi volerlo allontanare da sé per offrirlo ai fedeli.

Un Bambino, già cresciuto, pende dalla mano della Madre e sembra cadere; indossa un vestitino lungo e bianco ricamato e tiene la braccia aperte in segno di accoglienza; ha i capelli marroni.

La Madre e il Figlio hanno un viso paffuto. Li protegge un vetro opaco con serramenti in legno bianco; la nicchia, profonda, è di un azzurro scolorito sul quale sono appena visibili le stelle.

Davanti all’effigie, resti di un altarino e due vecchi vasi di fiori finti sono segni di una devozione passata, molto lontana nel tempo. Il muro, che contiene la nicchia, è di colore marrone percorso da linee bianche che, assieme a una corona di stelle blu, formano una specie di cornice.

La statua, leggera e molto fragile perché di cartapesta, è in condizioni molto precarie e necessiterebbe di un immediato intervento di restauro.