CAS 46 MADONNA ADDOLORATA – CASATENOVO, località CASCINA VERDURA

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L0edificio di Cascina Verdura dove è collocata la nicchia con la Madonna Addolorata

CAS46-03
Primo piano della nicchia che contiene l’antica statua in cartapesta della Madonna Addolorata
ID SCHEDA CAS 46
LOCALITA’ CASATENOVO
UBICAZIONE CASCINA VERDURA- CORTE CENTRALE
COLLOCAZIONE SU PARETE ESTERNA
TIPOLOGIA STATUA IN NICCHIA CHIUSA
ICONOGRAFIA MADONNA ADDOLORATA CON CRISTO MORTO (PIETA’)
TECNICA STATUA IN CARTAPESTA
DATAZIONE INCERTA, MA POTREBBE ESSERE DEL 1837 COME CASCINA. RESTAURATA NEL 2009
DIMENSIONI ALTEZZA STATUA 70. (NICCHIA 80×45). ALTEZZA DA TERRA 230 CIRCA.
AUTORE
PROPRIETA’ PRIVATA (RESIDENTI DELLA CORTE)
ACCESSIBILITA’ SI’, LIMITATA. ALL’INTERNO DELLA CORTE
STATO CONSERVAZIONE

BUONO

RIFERIMENTI FOTO
DESCRIZIONE Ubicazione

Scendendo per la via Roma, sulla sinistra, quando ormai la collina lascia il posto alla pianura, si trova la “Verdura”, una delle più grandi cascine di Casatenovo che, essendo stata solo parzialmente ristrutturata, mantiene ancora alcune antiche e significative immagini di devozione.

Iconografia

Raffigurazione della Madonna Addolorata.

Una Madonna col Cristo Morto è posta in una nicchia sulla parete di una casa nel cortile interno della cascina. La posizione di Maria e del Cristo è quella tipica della Pietà: la Madre, seduta, sostiene sul ginocchio destro e con entrambe le braccia il Figlio esanime, rivolge il suo viso dolce e molto giovane con gli occhi socchiusi sul corpo di Gesù, mentre una spada grigia le trapassa il cuore.

Il Figlio, appena staccato dalla croce, è abbandonato in braccio alla Madre, è inginocchiato, con la testa rivolta all’indietro, le braccia pendenti lungo il corpo e le mani piegate; il pallore grigio della morte investe tutto il corpo del Crocifisso, interrotto soltanto dal marrone dei capelli e della barba e dal bianco dello panno attorno alla vita.

Maria porta un vestito rosso con un velo bianco che le copre il collo e il capo, sormontato da un manto blu che dalla testa scende fino ai piedi. Il blu del manto è lo stesso colore del cielo stellato che fa da sfondo.

La statua è protetta in una nicchia da un vetro con serramenti in legno color marrone scuro; è sostenuta da un piedestallo marrone in marmo che poggia su alcuni mattoni.

Sono presenti più segni di devozione, come ceri e fiori, sia all’interno della nicchia che all’esterno su una mensola in granito che serve da altarino; una lampada elettrica votiva sempre accesa illumina parzialmente la statua.

La signora Giovanna Pirotta, che si prende cura della sacra effigie, racconta che è stata restaurata nel 2009, nel rispetto assoluto dei colori originari; la statua è leggerissima perché di cartapesta; negli anni ’40, arrivavano fedeli dalla frazione di Rogoredo, in occasione delle Rogazioni; durante il mese di maggio era la meta della processione e del rosario dell’ultimo giorno.

Sotto la nicchia, c’è un’entrata formata da due pilastrelli laterali sormontati da una trave su cui sono incise una data: 1837, e tre lettere maiuscole: P(?)… M in un carattere tipico usato come iniziale del nome di Maria, G… , che, sempre secondo la testimone, sono da collegare con la statua della Madonna; questa sarebbe stata portata dai Conti Greppi, a protezione della cascina, quando la costruirono o restaurarono.