CAS 44 BEATO GIOBBE E SANT’ANTONIO ABATE – CASATENOVO, località CASCINA VERDURA

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Il portico di Cascina Verdura sotto il quale si trova il dipinto con Giobbe e S. Antonio

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Il dipinto fra il vano scala e la porta di accesso di un locale sotto ilo portico

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Un primo piano con S. Antonio Abate sulla sinistra e Giobbe a destra
ID SCHEDA CAS 44
LOCALITA’ CASATENOVO
UBICAZIONE CASCINA VERDURA
COLLOCAZIONE SOTTO PORTICO LATERALE
TIPOLOGIA AFFRESCO
ICONOGRAFIA BEATO GIOBBE E SANT’ANTONIO ABATE
TECNICA PITTURA MURALE
DATAZIONE INIZIO ‘900
DIMENSIONI ALTEZZA 120, LARGHEZZA 120, ALTEZZA DA TERRA 190.
AUTORE ENRICO COR_O (firma in calce sul dipinto)
PROPRIETA’ PRIVATA (RESIDENTI DELLA CORTE)
ACCESSIBILITA’ SI’, LIMITATA. ALL’INTERNO DELLA CORTE
STATO CONSERVAZIONE

IN DEGRADO

RIFERIMENTI FOTO
DESCRIZIONE Ubicazione

Scendendo per la via Roma, sulla sinistra, quando ormai la collina lascia il posto alla pianura, si trova la “Verdura”, una delle più grandi cascine di Casatenovo che, essendo stata solo parzialmente ristrutturata, mantiene ancora alcune antiche e significative immagini di devozione.

Iconografia

Beato Giobbe e sant’Antonio Abate.

La devozione a S. Antonio Abate e a Giobbe (Sa’jop) era molto diffusa tra i contadini che li veneravano e li invocavano come protettori delle loro attività.

Alla Verdura, sotto l’unico portico della cascina, i due personaggi sono rappresentati insieme in un bell’affresco, sicuramente tra i più rappresentativi del genere.

Una doppia cornice color marrone, dipinta con greche, inquadra una doppia nicchia ad arco. A sinistra S. Antonio e, a destra, Giobbe; al centro, in secondo piano, dietro una bassa collina, è raffigurata una chiesa a pianta circolare; la punta estrema della cupola delimita le due nicchie e sembra dare il giusto equilibrio a tutto il dipinto. Le due figure corrispondono e hanno caratteristiche identiche, come i capelli e la barba lunghi e bianchi, l’espressione del viso, l’aureola; ambedue portano un bastone ricurvo(la gianeta): Giobbe lo tiene nella mano destra, mentre S. Antonio stringe con la sinistra un bastone più grande da cui, secondo la tradizione, pende un campanello, ha nell destra il fuoco e ai suoi piedi un porcellino (Sant’Antoni del purcell el sunava ul campanel).

S. Antonio è in piedi e indossa un lungo saio di color marrone scuro, Giobbe, invece, è seminudo, porta solo un panno marrone chiaro attorno ai fianchi ed è seduto su un mucchio di letame, è coperto di piaghe da cui escono bruchi bianchi.

Alle sue spalle, un rigoglioso albero di gelso produce bruchi e bachi da seta bianchi.

Ai piedi dei due santi sta crescendo una giovane pianta.

Il colore dominante dell’affresco è il marrone nelle sue sfumature; l’azzurro del cielo e il verde della terra sono colori ormai opachi.

L’affresco non è in buone condizioni, anche a causa di interventi sul muro e sulla porta adiacenti; riporta anche fori causati da colpi d’arma da fuoco.

Su un altarino con tovaglia sono presenti fiori e lumini.

L’autore, Enrico Cor.o, ha firmato l’opera, che risale all’inizio del ‘900, come testimonia l’ultimo abitante di questa parte di cascina, il quale ricorda anche come suo padre parlasse di un pittore di strada che era venuto più volte e non si decideva mai a concludere il lavoro perché diceva di non avere ”l’ispirazione giusta”.