CAS 58 VITA E MARTIRIO DI S. GIACOMO – CASATENOVO, Via S. Giacomo

 

CAS58-02A
Primo piano dell’immagine del martirio di S. Giacomo (dipinto di Giovanni Pacor)

CAS58-03A
Primo piano dell’immagine della vocazione di S. Giacomo (dipinto di Giovanni Pacor)
ID SCHEDA CAS 58
LOCALITA’ CASATENOVO
UBICAZIONE VIA SAN GIACOMO
COLLOCAZIONE SULLE PARETI DI UN EDIFICIO (EX CASELLO DELL’ACQUEDOTTO) POSTO SULLA VIA S. GIACOMO
TIPOLOGIA AFFRESCHI
ICONOGRAFIA VITA E MARTIRIO DI SAN GIACOMO
TECNICA PITTURE MURALI 
DATAZIONE 1984
DIMENSIONI ALTEZZA 65×80 DI LARGHEZZA OGNI QUADRETTO.
AUTORE GIOVANNI PACOR, ARTISTA FRIULIANO. OPERA COMMISSIONATA DALLA FAMIGLIA COLOMBO (FIORISTA).
PROPRIETA’ SU EDIFICIO PUBBLICO
ACCESSIBILITA’ SI’. SU MARCIAPIEDE PUBBLICO
STATO CONSERVAZIONE

BUONO

RIFERIMENTI FOTO
DESCRIZIONE Ubicazione

Decine di persone percorrono tutti i giorni il passaggio pedonale che dalle scuole prosegue verso Galgiana, però solo allo sguardo dei più attenti non sfuggono due dipinti incastonati nelle pareti di una piccola costruzione, posta alla fine di un’alta aiuola che delimita la proprietà dell’Azienda  Colombo.

La casupola è un ex-acquedotto, in funzione fino agli anni ’60,  che dalla valle della Nava portava l’acqua al paese.

Iconografia

I dipinti, eseguiti nello spazio di due finestre cieche e preceduti da una mensola in cemento, rappresentano due momenti importanti della vita di S. Giacomo: la vocazione e la decapitazione.

La devozione a questo santo e il suo nome dato alla via hanno origini antiche e sono legati al convento di S. Giacomo che i Domenicani, già nel Cinquecento, tenevano dove ora c’è Villa Lattuada.

Nel primo affresco è rappresentato il Santo nel momento che precede la sua chiamata. All’orizzonte, il cielo rosseggiante del tramonto incombe su alte montagne grigie e su colline marroni. Una casa bianca e bassa su una piccola altura, una torre bianca su uno scoglio e un gruppo di palme verdi, interrompono la monotonia del paesaggio lontano; la spiaggia è rocciosa e piena di insenature, l’acqua del lago è verde e calma, solcata in lontananza da una barca.

Gesù con un abito lungo bianco si sta avvicinando a Giacomo intento al suo lavoro e ignaro di ciò che lo attende. Giacomo è seduto sotto un capanno in legno e sta sistemando una rete prendendola da un cesto in vimini alla sua sinistra; altre reti sono stese ad asciugare; alla sua destra sta appoggiata alla tettoia un lunga fiocina; indossa un lungo abito bianco aperto all’altezza del petto, ha barba e capelli castani lunghi, il viso assorto e concentrato sul lavoro; un gatto grigio gli fa compagnia seduto ai suoi piedi. Davanti a lui, è legata a due paletti una barca dai colori scuri, con le vele ammainate e un grande occhio spalancato e vivo, dall’iride verde, dipinto sul fianco. La scena è tranquilla e serena, ma è palpabile l’attesa di un evento importante.

L’affresco con il martirio di S. Giacomo sembra la rappresentazione di un’azione colta nel suo momento culminante.

Siamo in pieno giorno: il sole bianco, alto nel cielo azzurro e chiaro illumina tutta la scena; sullo sfondo appaiono montagne grigie e marroni,  più avanti la città di Gerusalemme con le sue costruzioni marroni e bianche, due hanno la cupola gialla;  in alto, a sinistra, è in evidenza il grande tempio con i muri gialli e la cupola marrone.

In secondo piano, sono presenti alcuni personaggi minori che assistono con animo diverso al martirio: sulla sinistra, un uomo vestito di giallo con turbante in testa si ferma incuriosito; al centro, due donne col velo: una, con abito lungo azzurro, si abbandona affranta e addolorata nelle braccia della compagna vestita di verde; un altro uomo, seminascosto con pantaloni a righe, è vicino ad un cammello marrone;  sulla destra, una donna con capelli lunghi intrecciati, il capo coperto e lo sguardo triste, nasconde la sua vicina che porta un velo bianco.

In primo piano, a destra e a sinistra, ci sono due soldati: uno, a cavallo di un asino grigio con le briglia in mano, sembra attendere l’esecuzione per portare via il cadavere; è a torso nudo, porta pantaloni corti marroni con le bretelle a tracolla, ha barba e capelli lunghi castani con un berretto rosso; a sinistra, un soldato in piedi tiene nella destra una lunga lancia, mentre con la sinistra alzata è in procinto di impartire l’ordine di esecuzione; ha un abito corto marrone con spalline, capelli lunghi castani con un berretto rosso, uno sguardo serio da superiore.

Al centro, c’è la scena madre: S. Giacomo, in ginocchio, a torso nudo con le mani legate, la testa piegata con l’aureola, gli occhi chiusi, il viso rassegnato, la barba e i capelli castani lunghi; un panno verde gli copre i fianchi;  il carnefice sta in piedi, indossa un paio di pantaloni grigi corti e una corazza marrone con le spalline da soldato; porta un berretto marrone che gli copre la testa rasata; ha un naso aquilino molto accentuato, il viso burbero, privo di sentimento di chi sta eseguendo un lavoro come un altro; impugna una spada grigia con il manico marrone; tra i due protagonisti sta il ciocco marrone della decapitazione; un cane assiste immobile alla scena.

La data delle composizioni è il 1984, quando l’esecuzione dell’opera fu affidata dalla famiglia Colombo all’artista friulano Giovanni Pacor.