CAS 38 MADONNA CON BAMBINO, S. FRANCESCO E S. ELISABETTA – CASATENOVO, Via Mameli/Piazza del Lavoro

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Cappelletta posta in Via Mameli all’angolo con la Piazza del Lavoro, in prossimità dell’ex-ingresso della Vismara

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Una vista globale dell’interno della cappella con le tre immagini di S. Francesco, la Madonna e S. Elisabetta
ID SCHEDA CAS 38
LOCALITA’ CASATENOVO
UBICAZIONE VIA MAMELI ANGOLO PIAZZA DEL LAVORO
COLLOCAZIONE NELLA CAPPELLINA POSTA ALL’ANGOLO
TIPOLOGIA AFFRESCO
ICONOGRAFIA MADONNA CON BAMBINO, SAN FRANCESCO E SANTA ELISABETTA
TECNICA PITTURA MURALE SU LASTRE DI PAGLIA E GESSO INTONACATI
DATAZIONE PRINCIPALE ANTECEDENTE AL 1900. LE DUE LATERALI
MESSE DAI VISMARA NEGLI ANNI ‘60
DIMENSIONI LATERALI 140×60. CENTRALE 140×90. ALTEZZA DA
ATERRA 130.
AUTORE TRENTO LONGARETTI
PROPRIETA’ PRIVATA. (FAMIGLIA VISMARA)
ACCESSIBILITA’ SI’, DA VIA MAMELI
STATO CONSERVAZIONE

BUONO.

RIFERIMENTI FOTO
DESCRIZIONE Ubicazione e Iconografia

Presso l’attuale Piazza del Lavoro, sorgeva un quartiere chiamato in dialetto “Bultric” dal nome di una cascina situata più a valle. Per rispondere alle esigenze dell’industria alimentare “ Vismara” in continua espansione e per evitare il continuo via-vai di camion attraverso il centro paese, all’inizio degli anni ’60, si decise di demolire il quartiere per far posto all’attuale Piazza e Via del Lavoro.

Sulla via Mameli che, passando per case e botteghe, raggiungeva direttamente viale Rossi, era collocata, di fronte al salumificio, un’effigie della Madonna Ausiliatrice, riparata da un tettuccio e con un altarino per atti di devozione. Si trattava di un’immagine ritenuta miracolosa e per questo circondata da molti ex-voto.

Secondo una testimonianza, un ragazzo che lavorava presso il salumificio, caduto in un silos del ghiaccio usato per conservare la carne, si era salvato solo grazie all’intercessione della Vergine, alla quale erano ricorsi parenti ed amici.

L’affresco ebbe la stessa sorte delle case: fu demolito e, più tardi, sostituito da una cappella. L’attuale cappella, adiacente al palazzo delle poste, è piuttosto grande, protetta da un cancelletto sempre aperto per permettere a tutti di entrare per una preghiera, per portare fiori o ceri.

In memoria dell’antica effigie, sotto un altare in marmo, è posta una targa che ricorda la visita del card. Ferrari, avvenuta il 16/05/1898, il quale benedicendo l’immagine restaurata a spese dei cittadini  concedeva l’indulgenza a chi pregava la Madonna e la invocava “Auxilium Cristianorum ora pro nobis”.

Tra l’altare e la mensola che sostiene il quadro della Madonna, un’altra tavola in marmo nero, posta dalla sezione casatese degli alpini, ricorda una loro ricorrenza.

Nella cappella sono collocate, in tre nicchie rettangolari sormontate da un mezza calotta sferica e sostenute da mensole in marmo, tre tavole, fatte di paglia e gesso intonacati, con la Madonna al centro, S. Francesco alla sua destra e S. Elisabetta d’Ungheria alla sinistra; la tavola centrale è rettangolare mentre le altre due hanno la stessa forma della nicchia.

Le tre opere sono di indubbio valore perché dipinte e firmate da uno dei più famosi pittori italiani contemporanei: Trento Longaretti.

L’immagine della Madonna, seduta col Bambino in braccio, risalta su uno sfondo di diversi colori scuri e forti; il velo, il vestito e il mantello sono un miscuglio di colori più chiari e sfumati: bianco, rosso, verde giallo. La Vergine ha occhi castani, capelli biondi, lunghi e sciolti, un viso molto giovane chinato sul Figlio.

Il Bambino ha capelli ricci e biondi, viso tondo, occhi rivolti fiduciosi verso la Madre. Sul capo porta un’aureola color giallo-oro che è una prosecuzione di quella di Maria; ha braccio, mano, gambe e piedi robusti e nudi. Tiene il piede sinistro sulle ginocchia della Vergine, il piede destro appoggiato al braccio di Lei e la mano destra al suo mento; indossa un abitino color marrone chiaro.

Alla destra della Madonna, è raffigurato S. Francesco, come sta scritto nella parte superiore del dipinto: SCT Franciscus. Il Santo è rappresentato a tre quarti, col viso giovane ma emaciato, con baffi e barba biondi, il naso sottile, gli occhi scuri e uno sguardo umile. Sul capo porta un’aureola con raggi; indossa un lungo saio grigio con il cappuccio, sotto il quale si intravvede una corona di capelli biondi e la grande chierica. Tiene le braccia sul petto; le mani affusolate e lunghe sono coperte da bende bianche che nascondono le stimmate; sulla sua spalla sinistra è dipinto un uccellino colorato. Lo sfondo è un miscuglio di rosso, marrone, giallo.

Su uno stesso sfondo, alla sinistra dell’immagine della Vergine, è raffigurata S. Elisabetta d’Ungheria, come sta scritto in alto al dipinto. La Santa porta sul capo un’aureola con raggi e una corona color giallo-oro, a tre strati, ricca e lavorata, punteggiata di diamanti rossi, culminante con una croce. Ha il viso ovale, il naso sottile, gli occhi chiari e lo sguardo deciso, da regina. Sotto la corona, porta un velo bianco che prosegue come sottogola e una collana con la croce.  Indossa un lungo abito di più colori indistinti: giallo, rosso, marrone; con la mano destra tiene lo scettro, con la sinistra mostra ai fedeli un vangelo dalla copertina rossa su cui sta scritto: SCTI EVANGELII.

I santi Francesco ed Elisabetta sono stati aggiunti all’immagine della Madonna in ricordo del vecchio fondatore della ditta Vismara e di sua moglie che portavano questi nomi.

Nella cappella sono presenti più segni di devozione: fiori freschi e ceri. Da qui, durante il mese di maggio dopo la recita del rosario, partiva una processione diretta verso la chiesa.