CAS 37 MADONNA ADDOLORATA – CASATENOVO, Via Circonvallazione

CAS37-01
La Casa Rossa, in Via Circonvallazione, che ospita il dipinto dell’Addolorata.

CAS37-02
Il dipinto dell’Addolorata o della Madonna di Penatt, con tanti ex-voto.

CAS37-03
Particolare del viso della Madonna con il Calvario alle spalle
ID SCHEDA CAS 37
LOCALITA’ CASATENOVO
UBICAZIONE VIA CIRCONVALLAZIONE
COLLOCAZIONE SU PARETE ESTERNA DELLA “CASA ROSSA”
TIPOLOGIA AFFRESCO
ICONOGRAFIA MADONNA ADDOLORATA
TECNICA PITTURA MURALE
DATAZIONE INIZIALE INCOGNITA- RESTAURATA NEL 1958.
DIMENSIONI CORNICE ESTERNA 120×150.  ALTEZZA DA TERRA 180 CIRCA
AUTORE RESTAURO DEL 1958 AD OPERA DELLA PITTRICE PINA SACCONANAGHI IN MEMORIA DI LUIGI GABRIO FACCHI.
PROPRIETA’ PRIVATA. (FAMIGLIA FACCHI)
ACCESSIBILITA’ SI’, DA VIA CIRCONVALLAZIONE
STATO CONSERVAZIONE

BUONO.

RIFERIMENTI FOTO
DESCRIZIONE Ubicazione

In Via Circonvallazione, sulla parete esterna della “Cà Rössa” (Casa Rossa), così denominata per l’inconfondibile colore della facciata.

Iconografia

Raffigurazione della Madonna Addolorata, detta anche “La Madona di Penatt”.

Chi passava per la stretta ed acciottolata via Circonvallazione fino a metà degli anni Cinquanta notava, sul muro esterno di una vecchia serra di Villa Facchi, una sbiadita immagine della Madonna Addolorata.

Gli uomini, passando a piedi o sul carretto, rallentavano il passo e si levavano il cappello in segno di rispetto, le donne si fermavano a recitare una preghiera perché nelle famiglie c’era sempre qualche necessità per invocare l’aiuto della Madonna. L’immagine era considerata miracolosa come dimostravano i tanti ex-voto.

Il vecchio muro e di conseguenza anche l’icona furono demolite nel 1955 per fare spazio alla costruzione di una casa, poi chiamata “Casa Rossa”, a causa del colore con cui erano stati dipinti i suoi muri.

Durante la demolizione del vecchio muro con l’icona, i due muratori addetti al lavoro si infortunarono, uno alla spalla e uno al piede, per questo non volevano più continuare la loro opera, quasi ritenendola un atto sacrilego. Solo l’intervento di un sacerdote (don Giovanni Sala) e la promessa del proprietario Sig. Facchi di ricostruire l’icona sul muro della nuova casa li convinsero a riprendere il lavoro.

Per dare seguito a questa promessa, nel 1958, il Sig. Facchi volle che fosse dipinta l’immagine della Madonna sul muro esterno della nuova casa, in memoria del figlio Luigi Gabrio che era deceduto a causa di un incidente stradale.

A tale proposito, fu interpellata la professoressa di arte Maria Viganò che, per la realizzazione dell’opera, chiamò una sua amica, la pittrice Pina Sacconanaghi.

L’icona, chiamata anche “Madona di Penatt” perché è accudita dalle donne della corte dei Pennati , è diventata subito meta di tanta devozione perché ritenuta miracolosa. A pregare questa Madonna, per chiedere una grazia, venivano anche dai paesi vicini.

Nei primi anni, l’allora prevosto don Ettore Pozzoni, la domenica che seguiva la festa della Madonna Addolorata, faceva una processione molto partecipata che partiva dalla chiesa parrocchiale per raggiungere l’ Immagine miracolosa.

Numerosi ex-voto, fiori freschi e lumini sempre accesi, testimoniano ancora tale devozione.

Una volta, tutta l’opera ha rischiato di essere compromessa a causa di un lume che ha incendiato la corona di rose in plastica che faceva da contorno al dipinto. (Testimonianza delle sorelle Claudia e Angela Pennati).

Nel corso degli anni, i colori dell’affresco si sono molto deteriorati rendendo necessario un intervento di restauro che, nel 2010, è stato eseguito per volontà della proprietaria Signora Alessandra Facchi.

Ora l’affresco è inserito in una cornice esterna bianca, di cemento, larga circa 10 cm. Segue una corona di rose in metallo che fa da contorno al dipinto stesso.

Su uno sfondo verde scuro, una finta cornice ovale, color marrone chiaro, raccoglie l’immagine della Vergine Addolorata, rappresentata a metà busto.

La Madonna è trafitta da una spada in prossimità del cuore, rievocando, in questo modo, la profezia di Salomone nel momento della presentazione di Gesù al tempio: “ … e a te una spada trapasserà l’anima” (Lc. 2,35). Il viso dolce di Maria manifesta tristezza e dolore soprattutto attraverso l’espressione degli occhi socchiusi ed abbassati; le mani incrociate sul petto raccolgono tutto il suo dolore.

La Vergine porta un’aureola appena tracciata, un abito marrone e un copricapo bianco che le scende sul petto; il vestito azzurro, che copre interamente la sua figura, richiama il colore del cielo, dove sono appena accennate alcune nubi.

Dietro la Madonna, nell’angolo alla sua sinistra, appare il Calvario con le tre croci, in un paesaggio collinare brullo, dai colori marrone e verde scuro.

Nello spazio che intercorre tra la cornice e l’affresco, ma anche sotto il tettuccio in legno con tegole, sono presenti alcuni ex-voto, rimasti tra i tanti che adornavano l’opera prima del restauro. La corona di rose sui due lati si completa in basso con un ricamo in ferro battuto che sostiene alcuni porta lumini.

Altri lumini, fiori e la tovaglia di pizzo che adornano la mensola- altarino, dimostrano come il culto per questa icona sia sempre vivo tra la gente, anche se davanti ad essa passano quasi esclusivamente auto e nessuno più si toglie il cappello per rispetto. All’esterno di tutta l’opera si trovano due portavasi in ferro ai lati e, sotto la mensola, la targa in pietra che ricorda la memoria di Luigi Gabrio Facchi.