CAS 15 SAN GIORGIO – CASATENOVO, Via Da Besozzo 1 (Corte S. Giorgio)

CAS15-01
Edificio della Corte di San Giorgio, ai piedi del campanile, dove si trova la formella in cotto con l’immagine di S. Giorgio.

CAS15-02
Primo piano della formella in cotto con San Giorgio che uccide il drago.
ID SCHEDA CAS 15
LOCALITA’ CASATENOVO
UBICAZIONE VIA DA BESOZZO 1, CORTE S. GIORGIO
COLLOCAZIONE SULLA PARETE INTERNA DELLA CORTE
TIPOLOGIA BASSORILIEVO IN COTTO
ICONOGRAFIA SAN GIORGIO
TECNICA FORMELLA IN COTTO
DATAZIONE 1996
DIMENSIONI LARGHEZZA 80 E ALTEZZA 50. ALTEZZA DA TERRA 330 CIRCA.
AUTORE
PROPRIETA’ CONDOMINI CORTE S. GIORGIO
ACCESSIBILITA’ SI’, CON AUTORIZZAZIONE. VISIBILE DA VIA DA BESOZZO (DI FRONTE ALL’INGRESSO DELL’ORATORIO S. GIORGIO.
STATO CONSERVAZIONE

BUONO.

RIFERIMENTI FOTO
DESCRIZIONE Ubicazione

In Via Da Besozzo, subito dopo la Chiesa Parrocchiale, di fronte all’Oratorio. Si trova sulla parete interna della Corte S. Giorgio ristrutturata nel 1996.

Iconografia

Raffigurazione di S. Giorgio. Tipica rappresentazione con un San Giorgio molto giovane a cavallo che contrasta e uccide il drago alato con una grossa lancia. A terra, in prossimità delle zampe del cavallo degli arbusti completano l’immagine.

Formella posata nel 1996 a seguito della ristrutturazione degli edifici della Corte, di proprietà della Chiesa Parrocchiale di S. Giorgio.

Commissionata da Don Franco Annoni, parroco di allora, al Laboratorio Artigianale delle Fornaci di Briosco specializzati in questo tipo di lavorazioni.

L’immagine ha già subito dei piccoli interventi di manutenzione a causa di qualche pallonata ricevuta durante il gioco dei ragazzi in corte. Manca anche la spada al cavaliere.

S. Giorgio che uccide il drago (Leggenda aurea) (Dal sito wikipedia.org)

Si narra che in una città chiamata Selem, in Libia, vi fosse un grande stagno, tale da poter nascondere un drago, che, avvicinandosi alla città, uccideva con il fiato tutte le persone che incontrava. Gli abitanti gli offrivano per placarlo due pecore al giorno, ma quando queste cominciarono a scarseggiare furono costretti a offrirgli una pecora e un giovane tirato a sorte. Un giorno fu estratta la giovane figlia del re, la principessa Silene. Il re, terrorizzato, offrì il suo patrimonio a metà del regno, ma la popolazione si ribellò, avendo visto morire tanti suoi figli. Dopo otto giorni di tentativi, il re alla fine dovette cedere e la giovane si avviò verso lo stagno per essere offerta al drago. In quel momento passò di lì il giovane cavaliere Giorgio, il quale, saputo dell’imminente sacrificio, tranquillizzò la principessa, promettendole il suo intervento per evitarle la brutale morte. Poi disse alla principessa Silene di non aver timore e di avvolgere la sua cintura al collo del drago; il quale prese a seguirla docilmente verso la città. Gli abitanti erano atterriti nel vedere il drago avvicinarsi, ma Giorgio li tranquillizzò dicendo loro di non aver timore poiché «Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago: se abbraccerete la fede in Cristo, riceverete il battesimo e io ucciderò il mostro». Allora il re e la popolazione si convertirono e il cavaliere uccise il drago e lo fece portare fuori dalla città trascinato da quattro paia di buoi.

Questa leggenda era sorta al tempo delle Crociate, e probabilmente, fu influenzata da una falsa interpretazione di un’immagine dell’imperatore cristiano Costantino, trovata a Costantinopoli, in cui il sovrano schiacciava col piede un enorme drago, simbolo del «nemico del genere umano». La fantasia popolare ricamò sopra tutto ciò, e il racconto, passando per l’Egitto, dove san Giorgio ebbe dedicate molte chiese e monasteri, divenne una leggenda affascinante, spesso ripresa nell’iconografia.