CAS 12 MADONNA DI BOCCADIRIO – CASATENOVO, Via Parini 4

CAS12-01
Edificio sul piazzale della Chiesa Parrocchiale sulla cui parete è fissata la piccola formella di terracotta.

CAS12-02
Particolare della formella in cotto con la Madonna di Bocca di Rio o delle vocazioni.
ID SCHEDA CAS 12
LOCALITA’ CASATENOVO
UBICAZIONE VIA PARINI 4
COLLOCAZIONE SULLA PARETE ESTERNA DI UN EDIFICIO CHE FA PARTE
DELLA CASA PARROCCHIALE S. GIORGIO
TIPOLOGIA BASSORILIEVO IN COTTO
ICONOGRAFIA MADONNA DI BOCCADIRIO
TECNICA FORMELLA IN COTTO
DATAZIONE 1985 CIRCA
DIMENSIONI DIAMETRO 25. ALTEZZA DA TERRA 190.
AUTORE
PROPRIETA’ PARROCCHIA S. GIORGIO DI CASATENOVO
ACCESSIBILITA’ SI’, DAL PIAZZALE DELLA CHIESA
STATO CONSERVAZIONE

BUONO.

RIFERIMENTI FOTO
DESCRIZIONE Ubicazione: Nello spazio antistante la Chiesa Parrocchiale di S. Giorgio a Casatenovo, alla sua sinistra verso Via Parini, al civico 4, sulla parete esterna di un edificio che fa parte della  Casa Parrocchiale. Iconografia: Raffigurazione della Madonna di Boccadirio.E’ una riproduzione dell’immagine della Madonna di Boccadirio, una località  sull’Appennino bolognese, tra Bologna e Firenze.

Apparve in questa località il a due giovani, Donato e Cornelia, che poi presero i voti. Donato divenne sacerdote e Cornelia, tre anni dopo l’Apparizione, si recò con i genitori in Toscana, in cerca del convento che aveva visto nella visione. Fu accolta nel convento di Santa Caterina da Siena a Prato. Ed è per questo motivo è invocata anche come “Madonna delle Vocazioni”.

L’immagine riprende fedelmente quella di Boccadirio. Ecco infatti la descrizione di quella bolognese:  “Si tratta di una Madonna di chiara ispirazione “robbiana”, tipica del tardo Quattrocento; è un bassorilievo in terracotta, con figure bianche e fondo turchino. La Vergine è rappresentata seduta, a mezza figura, con il Bambino in piedi sulle ginocchia. In alto fanno corona quattro cherubini, divisi simmetricamente dalla colomba, simbolo dello Spirito Santo”. E questa descrizione aderisce perfettamente alla formella casatese.

L’apparizione di questa Madonna avvenne il 16 luglio 1480, festa della Madonna del Carmine e la festa del Santuario di Boccadirio ricorre proprio in tale data.

E questo forse spiega la sua presenza in prossimità della Parrocchia casatese che festeggia proprio la “terza di luglio” la propria festa patronale in onore alla Madonna del Carmelo.

L’apparizione (Dal sito: www.parrocchie.it/calenzano/santamariadellegrazie/)

Ecco il racconto del giorno dell’ “APPARIZIONE”, descritto e narrato da don Amorotti:

“L’anno del Signore 1480, Donato Nutini putto di tenera età e Cornelia figlia di Matteo Vangelisti, d’anni dieci, ambedue del comune di Baragazza, contea dei Signori Pepoli di Bologna, pascolavano armenti, conforme l’uso del paese, in un luogo chiamato Boccadirio… Questo luogo è posto in un sito lontano dalle case un miglio circa sulla cima dell’Appennino, nella parte che guarda settentrione, in una bocca di due rivi i quali, congiungendosi quivi insieme danno il suddetto nome al sito di Boccadirio. Questo luogo medesimo sta tutto circondato da rupi scoscese e da balze precipitose, le quali per la maggior parte vestite di faggi. due putti, allevati nel santo timor di Dio e nella devozione della beatissima Vergine dai loro genitori, e guidati pur anche da un santo spirito, un giorno, che pascolavano pur gli armenti, si posero in detto luogo a fare orazione e quivi con grandissimo fervore di spirito unitamente invocavano la Beatissima Vergine Madre di Dio, perché si degnasse di prestar loro aiuto, acciocché potessero servire al Signore e conservare se stessi in santa pudicizia.

In quell’istante la Madre di misericordia che sempre sta pronta per consolar quelli che sinceramente ricorrono agli aiuti di Lei apparve loro tutta vestita di vesti bianche, dall’altra parte del Rio, in una balza verso ponente, nel qual luogo al presente sta eretto l’altare dove si celebrano i sacrifici ad onore di Lei, onorandovisi particolarmente una sua devotissima immagine.

Da questa balza partendosi, la SS. Vergine s’accostò ai due putti dalla parte del Rio, verso levante, dov’essi l’invocavano, e disse loro, e primieramente a Donato che dovesse farsi sacerdote, come felicemente successe; alla Cornelia, poi, che si facesse monaca, aggiungendole, che ciò seguirebbe nella Toscana e additandole e mostrandole quel monastero col suo sito e forma, dov’ella si sarebbe monacata. Comandò finalmente ad ambedue che facessero intendere al popolo di Baragazza che in quel luogo fabbricasse un tempio ad onor suo, promettendo che tutti quelli che fossero poi divoti e frequenti in detto luogo, otterrebbero tutto ciò che sotto la protezione ed invocazione di Lei domandassero sommo Iddio “.