CAS 08 MADONNA IMMACOLATA – CASATENOVO, località CASCINA GIOVANNA

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Una parte della Cascina Giovanna, vista da Via Monteregio, in prossimità dell’INRCA.

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Il porticato dell’edificio della Cascina Giovanna dove è alloggiata l’edicola con la statua della Madonna.

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La bella e antica edicola con la Madonna Immacolata.
ID SCHEDA CAS 08
LOCALITA’ CASATENOVO
UBICAZIONE FRAZIONE GIOVANNA 4 (CASCINA GIOVANNA)
COLLOCAZIONE SOTTO IL PORTICO DI INGRESSO DEL CORPO LATERALE DELLA CASCINA
TIPOLOGIA EDICOLA CON STATUA
ICONOGRAFIA IMMACOLATA A BRACCIA APERTE, DENOMINATA MADONNA DELLA MEDAGLIA
TECNICA STATUA IN GESSO/CEMENTO ED EDICOLA IN LEGNO
DATAZIONE MOLTO ANTICA, RISALIREBBE A PRIMA DEL 1900
DIMENSIONI STATUA ALTEZZA 100. EDICOLA 80×130, ALTEZZA DA TERRA 190
AUTORE
PROPRIETA’ PRIVATA. (RESIDENTI DELLA CASCINA)
ACCESSIBILITA’ SI’, CON AUTORIZZAZIONE (SU SPAZIO PRIVATO ALL’INTERNO DELLA CASCINA)
STATO CONSERVAZIONE

BUONO.

RIFERIMENTI FOTO
DESCRIZIONE Ubicazione

La cascina Giovanna si trova al confine col comune di Besana, in via Monteregio, di fronte all’entrata del Parcovivo; è stata solo parzialmente ristrutturata. Sotto il portico, in un’edicola, è collocata una statua della Madonna Immacolata.

Iconografia

Raffigurazione della Madonna Immacolata. La Vergine ha le braccia aperte, protese ad accogliere i fedeli; porta sul capo una corona di stelle in metallo, probabilmente aggiunta successivamente; indossa un velo azzurro, che prosegue con un lungo mantello dello stesso colore, e un abito bianco lungo con un bordo grigio attorno al collo, da cui pende un rosario dipinto lungo  fin sotto la stretta cintura. Una striscia di capelli castani esce dal velo.

Il viso della Vergine è ovale, gli occhi socchiusi e abbassati verso i fedeli; i suoi piedi nudi poggiano su un piedestallo verde e marrone a forma di semisfera, che rappresenta la terra, e calpestano un serpente marrone, con bocca e occhi color rosso vivo, che azzanna un ramo verde e non la mela lì vicina, come vuole la tradizione.

Il tradizionale simbolismo della Vergine che schiaccia il serpente ha come riferimento la Genesi 3,14-15: Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».

L’edicola, in cui è collocata la statua, è ben conservata, di ottima fattura, in legno antico, unica nel suo genere. Le pareti e lo sfondo sono chiari, punteggiati di stelle a rappresentare l’universo di cui la Madonna è Regina. La mensola in basso per il sostegno di fiori e ceri è arricchita da un pizzo che la copre.

Il parroco, don Franco Annoni, in visita a questa statua, ha affermato che presenta tutte le caratteristiche della Madonna della Medaglia.

Ecco una breve storia della Medaglia Miracolosa

Prende il nome dalle apparizioni della Vergine Maria a Caterina Labouré, novizia della Compagnia delle Figlie della Carità, fondate da S. Vincenzo de Paoli e da S. Luisa de Marillac. Le apparizioni avvennero a Parigi, al numero 140 di Rue du Bac, nella Cappella di quella che oggi è la Casa madre della Compagnia, nell’anno 1830, che in seguito gli storici definirono l’anno d’inizio della seconda rivoluzione francese.

Il 27 Novembre 1830 alle 17,30, durante la meditazione nella cappella, Caterina vede come due quadri viventi che passano in dissolvenza incrociata. Nel primo, la Santa Vergine è in piedi su una semisfera (globo terrestre) e tiene tra le mani un piccolo globo dorato. I piedi di Maria schiacciano un serpente. Nel secondo, dalle sue mani aperte escono raggi di uno splendore abbagliante. Nello stesso tempo Caterina ode una voce, che dice: «Questi raggi sono il simbolo delle grazie che io riverso su coloro che me le domandano». Poi un ovale si forma attorno all’apparizione e Caterina vede scriversi in un semicerchio questa invocazione, prima sconosciuta. «O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te ». scritta in lettere d’oro.

Subito dopo la medaglia si gira e Caterina vede il rovescio: in alto una croce sormonta la M di Maria, in basso due cuori, l’uno incoronato di spine, l’altro trapassato da una spada. Caterina ode allora queste parole: «Fai coniare una medaglia, secondo questo modello. Coloro che la porteranno con fede riceveranno grandi grazie».