CAS 04 MADONNA DI LOURDES – CASATENOVO, località CASCINA BORROMEO

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L’attuale cortile della Cascina Borromeo (o Cà Nova) con la statua della Madonna sotto il portichetto chiuso.

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La statua della Madonna di Lourdes alta più di un metro posta in nicchia sotto il portico
ID SCHEDA CAS 04
LOCALITA’ CASATENOVO
UBICAZIONE CASCINA BORROMEO
COLLOCAZIONE SOTTO IL PORTICO CORTE CENTRALE
TIPOLOGIA STATUA IN NICCHIA APERTA
ICONOGRAFIA MADONNA DI LOURDES
TECNICA STATUA IN GESSO
DATAZIONE INCERTA.
DIMENSIONI ALTEZZA STATUA 110 (NICCHIA 150×70), ALTEZZA DA TERRA 120.
AUTORE
PROPRIETA’ PRIVATA.
ACCESSIBILITA’ NO. E’ SOLO VISIBILE DALLA CORTE INTERNA PRIVATA
STATO CONSERVAZIONE

BUONO

RIFERIMENTI FOTO
DESCRIZIONE Ubicazione

In Via Borromeo, all’interno della Corte omonima, sotto il portico che si trova a sinistra appena entrati in corte.

Canöva, altrimenti chiamata cascina Borromeo, è la località più vicina al cimitero; nel linguaggio degli anziani di qualche tempo fa si identificava con esso, infatti non era raro sentirli dire: “ul me sit adess l’è a Canöva” oppure “ go pocc a na a Canöva”.Sotto un portico chiuso di questa cascina ormai ristrutturata, in una nicchia a sfondo azzurro, contenuta da una cornice bianca poggiante su una mensola in pietra, è posta una grande statua della Madonna di Lourdes.

Iconografia

Raffigurazione della Madonna di Lourdes con l’immagine classica così come descritta da Bernadette: “La Signora aveva l’aspetto di una giovane di sedici o diciassette anni. Vestita di bianco, con una fascia azzurra che scendeva lungo l’abito, portava sulla testa un velo bianco che lasciava intravedere appena i capelli ricadendo all’indietro fino all’altezza della fascia. Dal braccio le pendeva un grande rosario dai grani bianchi, legati da una catenella d’oro, mentre sui piedi nudi brillavano due rose, anch’esse di un oro lucente.”

La Vergine è su un piedestallo in pietra decorato con un tralcio a foglie verdi, indossa un lungo velo bianco, bordato in oro come il vestito che scende fino ai piedi nudi, ornati con due rose rosse; porta ai fianchi una doppia fascia azzurra. Tiene le mani giunte e gli occhi, senza colore, rivolti verso l’alto; dal suo braccio destro pende un lungo rosario.

Piccole storie intorno alla statua

La statua fu posata da un residente della Cascina guarito dopo una lunga e grave malattia. Sentendosi miracolato chiese il permesso al proprietario del portico per poterla alloggiare in una posizione protetta. Fece una nicchia e la posò e da allora divenne simbolo di devozione per tutti residenti.

Uno di questi (Pino Cantù) ci ha anche raccontato che, negli anni cinquanta, una signora, nativa della Cascina, lavorò per molti anni a Milano alle dipendenza della Signora Armida Barelli (1882-1952), co-fondatrice dell’Università Cattolica. Quando smise di lavorare ritornò in Cascina portando con sè molti libri.

Era molto religiosa e, al mese di maggio tutte le sere alle 20,30, suonava il campanellino per segnalare l’inizio del Rosario andando a chiamare tutti, in particolare i bambini che coinvolgeva facendo fare loro dei “fioretti”. Al termine del mese i più bravi venivano premiati con un libretto o un quadretto che per quei tempi erano doni rari e molto apprezzati.